Perché la felicità mostrata sui social è il contrario di se stessa

Ci chiediamo da sempre cosa sia la felicità. Come raggiungerla e come mantenerla nel tempo, se essa possa essere incarnata da qualcuno o da qualcosa. Sta di fatto che è impossibile negare la dimensione soggettiva della felicità, quanto la sua concezione sia legata indissolubilmente alla percezione che ognuno di noi ne ha.

Ma da tempo ormai a questa riflessione connaturata all’essenza stessa dell’uomo, si è affiancata la felicità mostrata sui social. Ostentare un sé ‘altro’, facendo spesso ricorso a contenuti stereotipati nei quali non c’è mai traccia di infelicità. E mai deve esserci.

Cosa si nasconde dietro alla felicità sui social

Eppure la sensazione è che dietro a quella ostentazione di felicità virtuale, dietro a quelle manifestazioni di sicurezza emotiva ci sia qualcosa di diverso. Se non di totalmente contrario. Mi sono sempre chiesto se veramente chi si mostra sempre felice e spensierato sui social, chi scimmiotta i post più in voga (replicando spesso anche la fuffa) sia realmente così felice.

Non ho mai chiesto, per delicatezza, ma di certo come di consueto un’idea me la sono fatta. E anche piuttosto precisa. Credo infatti che moltissimi cerchino la felicità nelle reazioni a quei post, che nell’approvazione sociale della propria community cerchino il modo per allontanare da sé il dubbio della tristezza.

Caccia all’approvazione, fuga dalla realtà

Al netto dello spirito di emulazione e di un certo narcisismo, infatti, pare esserci una vera e propria caccia all’approvazione. La ricerca spasmodica di consenso ad uno status immaginario e, ahimé, profondamente illusorio, tale da costruire una concezione di sé dove gli occhi degli altri (e i like) possono sostituire le nostre consapevolezze.

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E questo è ancora più vero laddove diamo un’occhiata ai profili di chi si ostenta sui social sempre estremamente felice e realizzato; condivisione di frasi e aforismi dal sapore vagamente deluso, citazioni che inneggiano al non mollare mai e via discorrendo.

Allora dobbiamo chiederci: chi si mostra felice sui social è veramente felice? Oppure la felicità è qualcosa che raramente si ostenta, perché è uno stato dell’anima? La sensazione che io ho ricavato è che spesso chi maggiormente ostenta felicità sui social è poi, nella realtà, tutto tranne che felice. Anzi, forse è esattamente il contrario.

Stefano Ursi

Classe 1979, romano. Da sempre amo la comunicazione. Video, audio, radio, social, siti web, tv. Consulente digital, social media, web content, ghost writing.