WhatsApp si prepara a fare un altro grande salto. Almeno così spiegano gli esperti di WaBetaInfo sul loro portale e su Twitter: la popolare app di messaggistica istantanea appartenente alla galassia Facebook dovrebbe presto dotarsi della funzionalità di autodistruzione dei messaggi.

Whatsapp autodistruzione messaggi WaBetaInfo
Whatsapp, il post di WaBetaInfo

Dopo l’indiscrezione sulla possibilità un giorno di ascoltare i vocali senza aprire l’app (LEGGI), di cui si attendono ulteriori sviluppi, ora potremmo essere di fronte ad un altro passaggio per WhatsApp. Che come sappiamo dall’esperienza quotidiana, si allineerebbe agli altri servizi di messaggistica che già implementano questa funzione: Facebook Messenger, Telegram e Snapchat.

Come sa bene chi usa queste piattaforme, la funzionalità di autodistruzione dei messaggi consente di programmare la cancellazione automatica dei messaggi di una determinata chat o conversazione. Dopo un tempo stabilito, i messaggi automaticamente scompaiono.

WABetaInfo riporta che la funzione di autodistruzione sarebbe stata intravista nella versione di test di WhatsApp e che come spesso accade, questo potrebbe essere il preludio alla successiva comparsa in aggiornamento dell’applicazione.

Come potrebbe funzionare su WhatsApp

Come potrebbe funzionare? Secondo gli esperti del sito ci potremmo trovare di fronte ad un funzionamento simile a quello delle altre piattaforme. Con un ”timer” grazie al quale decidere entro quale tempistica il messaggio scompare. Da quanto si apprende pare che le due opzioni che WhatsApp ha in mente siano 5 secondi o un’ora, impostati e trascorsi i quali il messaggio scompare definitivamente, non lasciando traccia nemmeno fra i cancellati.

Al momento non è chiaro quando e se questa funzionalità di WhatsApp potrà essere implementata nell’app, e su questo non resta che attendere ulteriori sviluppi. Secondo quanto filtra in relazione ai destinatari dell’opzione, invece, pare che in primis si potrebbe puntare sulle chat di gruppo che nella maggior parte dei casi sono quelle più intasate di messaggi. Per via del numero di partecipanti e per fattori legati ad argomenti o circostanze.

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Photo Copertina – Pixabay

Stefano Ursi

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