WhatsApp, la truffa del codice a 6 cifre: cosa non fare

Nel periodo delle Feste si è tornati a parlare di truffe e bufale che circolano su WhatsApp. Oltre al (falso!) passaggio a pagamento del servizio (LEGGI QUI), si parla della truffa del codice a 6 cifre e chi più ne ha più ne metta. Insomma, per rubare identità, indurre a cliccare su link o diffondere disinformazione i modi che vengono utilizzati sono moltissimi. E la domanda che spesso ci facciamo è: ”Mi è arrivato un messaggio strano su WhatsApp”.

WhatsApp: l’allerta della Polizia Postale

In particolar modo è stata la Polizia Postale a mettere in guardia contro la truffa dei codici a 6 cifre. Così si legge sul sito ufficiale, in un post del 24 Dicembre scorso: ”I codici di sicurezza che arrivano per sms sono strettamente personali, non vanno mai condivisi, anche se a richiederli è un vostro contatto. Per esempio: per attivare l’App di messaggistica Whatsapp sul proprio smartphone è necessario inserire un codice che viene inviato tramite SMS sul dispositivo”.

”Si sta verificando – si legge ancora – che cybercriminali riescano a recapitare alla vittima un SMS nel quale viene chiesto l’invio di tale codice, facendo apparire come mittente il numero di telefono di un contatto presente in rubrica. L’invio del codice permette agli stessi di poter attivare un nuovo account Whatsapp su un dispositivo diverso ma riferito al numero telefonico della vittima prescelta che, di fatto, ne perde la disponibilità”.

Nello stesso post, la Polizia Postale elenca sinteticamente ma efficacemente cosa non fare e quali misure prendere per tenere in sicurezza il proprio account in relazione a questa minaccia:

  • Non dare seguito a richieste di invio di alcun codice, tramite sms, anche se provenienti da contatti presenti in rubrica;
  • Non cliccare su eventuali link presenti negli SMS;
  • Attivare la c.d. ”verifica in due passaggi” disponibile nell’area “impostazioni- account” dell’App –  (https://faq.whatsapp.com/it/android/26000021/)
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I social e il web: custodire le chiavi di casa

Dobbiamo sempre ricordare che in qualsiasi piattaforma, servizio di messaggistica, social network o altro le credenziali sono private, personali e non debbono mai essere cedute. Per capire quanto questo sia importante, facciamoci insieme una domanda: daremmo le chiavi di casa nostra ad uno sconosciuto?

Oppure a qualcuno che ci pare di conoscere ma di cui non comprendiamo il motivo della richiesta? Bene: immaginiamo ora che le password, i codici e tutto ciò che riguarda l’accesso e l’autenticazione siano le nostre chiavi di casa. Ricordiamo che vanno custodite gelosamente, perché esse aprono le porte non solo di una casa, ma anche della nostra privacy.

Photo – Pixabay

Stefano Ursi

Classe 1979, romano. Da sempre amo la comunicazione. Video, audio, radio, social, siti web, tv. Consulente digital, social media, web content, ghost writing.